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jueves, 09 de febrero de 2012 ..:: Bagnara Calabra » Storia » Le Chiese » La Chiesa di Maria SS. del Rosario ::.. Registrarse  Entrar
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 Il Nuovo progetto Minimizar
Persa la bella e ricca chiesa, l’arciconfraternita chiese all’architetto Pietro De Nava il progetto antisismico di una chiesa modesta. Realizzata in soli tre anni, è stata rivestita di stucchi ammirevoli e decorati d’oro e di marmi. Non mancano affreschi, quadri e un organo liturgico. Il campanile, la cui costruzione venne rimandata per motivi economici, fu realizzato su progetto dell’architetto Francesco Albanese tra il 1948 e il 1951 per poi essere decorato dall’artista bagnarese Carmelo Barbaro. Le mani del veneziano Giuseppe Torres e di Primo Panciroli fecero di questa una delle chiese più interessanti della Calabria, dove tutt’oggi vengono conservati resti importanti delle chiese che furono, a testimonianza della grandezza religiosa e politica della cittadina di Bagnara.
La notte del 1972 un triste episodio segna la storia rosariana. Ignoti si introducono nella chiesa con l’intenzione di trafugarne gli oggetti preziosi. Nel tentativo di aprire la vetrata nella quale era custodita la statua, gli abiti della madonna vanno in fiamme così come l’intera statua. Nulli furono i tentativi dei ladri di spegnere le fiamme. Superato il primo momento di sgomento, l’intera cittadinanza si impegnò, con l’Amministrazione Comunale, per la realizzazione di una nuova Madonna del Rosario. Inaugurata nel 1973, la nuova statua mantiene l’atteggiamento regale di “Regina delle Vittorie” ma in essa traspare anche l’immagine di dolce Madre.

  
 Dal 1582...la Chiesa di Maria SS. del Rosario Minimizar

 La Chiesa della Madonna del SS Rosario, risalente agli inizi del XX secolo, ha origini antiche. La prima costruzione, della quale è ignota l’epoca della realizzazione, sorgeva sulla via della terra dell’antica città di Bagnara. Dotata di un cimitero sotterraneo e un’elegante sacrestia, si presentava in stile gotico con il bel campanile, alto circa 13 m. L’interno era affrescato da eccellenti pitture rappresentanti le guerre contro gli Albigesi ed altri momenti importanti dell’Ordine dei Domenicani. In marmo era il pavimento e i due altari, sul maggiore dei quali era venerato il quadro della Vergine del Rosario, opera del messinese Giovanni Zuccaio. Ad ambo i lati della chiesa vi erano eleganti sedili in legno di noce, artisticamente intagliati.

Con l’arrivo dei Padri Domenicani a Bagnara nel 1582, l’oratorio venne dotato di una statua della Madonna con Bambino e i fedeli, ben presto, organizzati in Congrega. La Madonna venne venerata come Regina delle Vittorie, in ricordo della recente vittoria dei Cristiani contro i Turchi nella Battaglia di Lepanto (1571). La Congrega, fondata intorno al 1630 da Padre Carbonio Pizzarello, che fu anche primo priore, nel 1653 è aggregata all’Arciconfraternita di Roma, della Chiesa di S. Maria sopra Minerva. La partenza dei Domenicani nel 1759 lasciò la gestione della congrega al clero secolare. E’ il terremoto del 1783 che, insieme a gran parte degli edifici bagnaresi, distrugge l’antica chiesa del Rosario. Tra gli edifici persi, va ricordato, in particolare, quello che ormai era divenuto l’ospedale della cittadina.

Costruito nel 1743 in occasione della peste, il Lazzaretto fu avviato e sostenuto grazie ai contributi di Carlo Ruffo, dell’Università ma soprattutto della congrega del Rosario. Tra i resti della chiesa vi furono la statua e qualche arredo sacro.Mentre i confratelli sopravvissuti al sisma ottenevano dal re l’autorizzazione per la costruzione di una baracca-cappella, si provvedeva all’edificazione della nuova chiesa.

Quest’ultima sorse su un suolo offerto dalla famiglia Sciplini, proprio accanto alla distrutta Chiesa parrocchiale di S. Maria delle Grazie. Iniziata nel 1784, era di forma ovale e di ordine corinzio. La facciata, al centro della quale venne collocata la statua in marmo dell’Eterno Padre, era delimitata da due campanili laterali. L’interno, adornato da stucchi di eccellente fattura del Gianforma, presentava sette affreschi del Cristadoro e quattro grandi tele del De Matteis e due di molto pregio: la Maddalena Penitente e la morte di Oloferne, unico pezzo oggi esistente. L’altare era di verdi di Gimigliano con cornici e fregi di metallo dorato; la pavimentazione scandiva disegni geometrici. La confraternita del Rosario continuò, negli anni della ricostruzione, la sua opera nella baracca-cappella del Rosario sino al 1792, anno in cui furono terminati i lavori della nuova chiesa. L’ultimo progetto ideato dalla Congrega, prima dell’occupazione francese, fu sostenere, con le confraternite locali, la fondazione di un istituto scientifico-letterario, che rispondesse alle esigenze culturali del territorio.

Purtroppo l’arrivo dei Francesi nel territorio calabro sconvolse la tranquillità della vita quotidiana. Bloccati i lavori della ricostruzione nel 1806, anche per l’insorgere del brigantaggio e l’assottigliamento dei confratelli rosariani, in gran parte emigrati in Sicilia, la sacrestia adibita a polveriera mise in pericolo l’intera chiesa. Il 29 giugno del 1810, mentre nelle acque di Bagnara si scontravano gli Inglesi e i Francesi, una granata inglese colpisce l’architrave della porta, per fortuna senza esplodere. Il ritorno dei Borboni, segna la fine di un periodo di timori e instabilità. Essi contribuirono alla riorganizzazione del territorio e della sicurezza, stimolando la ripresa della vita sociale, culturale e religiosa. A questo risvegliò partecipò anche la congrega del Rosario, determinando l’aumento del prestigio dell’omonima chiesa.


  
 La Chiesa di Maria SS del Rosario...da 1818 Minimizar

Nel 1818 la nuova chiesa fu provvista di un grande organo a canne, offerto da Antonio Musumeci e costruito dalla Ditta Gaetano Aveta di Napoli. Nello stesso anno vennero completati i due bei campanili laterali alla chiesa. In uno di essi venne collocato l’orologio meccanico, che prima si trovava nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, e la piccola campana della Castellana, sulla quale sono impressi lo stemma civico di Bagnara e un’immagine della Madonna.
Nel 1838 la Congrega trova la risposta ad un problema antico. Essa acquista la casa limitrofa alla chiesa, appartenente agli eredi di Antonio Casanova. Su tale terreno non solo verrà realizzata una nuova chiesa intitolata alla Vergine Addolorata, ma si costruirà un più grande cimitero, dato la ristrettezza di quello già esistente.
Anche per i progetti religiosi e sociali realizzati in questi anni, nel 1854 Ferdinando II concede il titolo di Arciconfraternita alla Congrega del Rosario. La notizia venne accolta con grande gioia ed entusiasmo e portò a straordinari festeggiamenti, così come risulta dagli archivi storici ecclesiastici.
In questi anni la chiesa fu dotata di un trono d’argento per l’esposizione del SS, di una bara da processione, anch’essa d’argento, e del 1861 è la statua di S. Rocco opera dello scultore Pisani di Serra S. Bruno.
Nel 1871 l’Arciconfraternita da avvio ai lavori di restaurazione della chiesa.
Chiusa al culto, le celebrazioni vennero svolte nell’attiguo oratorio della Vergine Addolorata. Nella nuova chiesa, terminata intorno al 1875, furono tolti dalle pareti i quadri per lasciare il posto a otto medaglioni. Realizzati da Fortunato da Polistena con mezzi rilievi a stucco rappresentavano i cinque misteri gaudiosi, il II e il IV glorioso e lo sposalizio della Vergine. All’ingiro dei medaglioni furono eseguiti magnifici ornati a stucco dal Bacillari di Serra S. Bruno, il quale realizzò anche il trono sull’altare ove era posto il quadro della Vergine. La piazza venne ampliata e abbellita con alberi di acacia. Le gradinate esistenti sostituite con l’attuale in granito.
La chiesa del Rosario continua, negli anni, ad essere oggetto di beneficenza dei cittadini bagnaresi. Francesco Foti, nel 1883, donerà una statua in carta pesta rappresentante il Cristo Morto mentre del 1890 sono le corone d’oro che adornarono la testa della Madonna e del Bambino Gesù, offerte da Rosaria Parisio.
In occasione della costruzione della via ferrata la chiesa del Rosario, danneggiata dallo scoppio di due mine, dovette essere chiusa al culto. La linea ferroviaria passava, infatti, proprio sotto la gradinata. L’arciconfraternita si spostò nella Chiesa delle Anime del Purgatorio, portandovi il quadro della Vergine. L’amministrazione delle ferrovie provvide al restauro della chiesa e diede disposizione per un dettagliato rilievo, conservato tutt’oggi nell’archivio.
Se la costruzione della ferrovia non portò gravi danni alla chiesa, non si può dire lo stesso per il nuovo sisma del 1894. Risultò distrutto l’oratorio dell’Addolorata mentre la chiesa dovette essere restaurata. Tra il 1895 e i primi anni del XX sec. le funzioni si svolsero nuovamente in una baracca-cappella, questa volta costruita sul Corso V. Emanuele II, dove si trova attualmente il Palazzo Comunale. Riaperta al culto la chiesa, si provvide all’ampliamento a settentrione della sacrestia e su di essa venne elevato un piano con una grande terrazza.
I confratelli emigrati in America continuavano a far sentire la loro presenza con donazioni e regali. Essi sostennero la realizzazione di arredi e paramenti, come il nuovo stendardo di lastra d’argento, ricamato in oro e seta, prodotto nel 1901 in Catona da Ignazio Gangemi o il nuovo pallio, realizzato a Roma dai fratelli Piattelli. In seguito al sisma del 1908 e alla grande alluvione del 27 settembre del 1911, ricordata come “ la lava ” per il gran numero di morti e rovine prodotte, la chiesa del Rosario e dell’Addolorata non crollarono ma necessaria fu la loro demolizione. Mentre la sala delle riunioni veniva sistemata con altare in legno per lo svolgimento provvisorio delle funzioni religiose, i lavori di realizzazione della nuova chiesa andavano a rilento a causa dei contrasti sorti tra gli esponenti dell’arciconfraternita circa le strutture del nuovo edificio.
 
 

  
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