
Nel 1818 la nuova chiesa fu provvista di un grande organo a canne, offerto da Antonio Musumeci e costruito dalla Ditta Gaetano Aveta di Napoli. Nello stesso anno vennero completati i due bei campanili laterali alla chiesa. In uno di essi venne collocato l’orologio meccanico, che prima si trovava nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, e la piccola campana della Castellana, sulla quale sono impressi lo stemma civico di Bagnara e un’immagine della Madonna.
Nel 1838 la Congrega trova la risposta ad un problema antico. Essa acquista la casa limitrofa alla chiesa, appartenente agli eredi di Antonio Casanova. Su tale terreno non solo verrà realizzata una nuova chiesa intitolata alla Vergine Addolorata, ma si costruirà un più grande cimitero, dato la ristrettezza di quello già esistente.
Anche per i progetti religiosi e sociali realizzati in questi anni, nel 1854 Ferdinando II concede il titolo di Arciconfraternita alla Congrega del Rosario. La notizia venne accolta con grande gioia ed entusiasmo e portò a straordinari festeggiamenti, così come risulta dagli archivi storici ecclesiastici.
In questi anni la chiesa fu dotata di un trono d’argento per l’esposizione del SS, di una bara da processione, anch’essa d’argento, e del 1861 è la statua di S. Rocco opera dello scultore Pisani di Serra S. Bruno.
Nel 1871 l’Arciconfraternita da avvio ai lavori di restaurazione della chiesa.
Chiusa al culto, le celebrazioni vennero svolte nell’attiguo oratorio della Vergine Addolorata. Nella nuova chiesa, terminata intorno al 1875, furono tolti dalle pareti i quadri per lasciare il posto a otto medaglioni. Realizzati da Fortunato da Polistena con mezzi rilievi a stucco rappresentavano i cinque misteri gaudiosi, il II e il IV glorioso e lo sposalizio della Vergine. All’ingiro dei medaglioni furono eseguiti magnifici ornati a stucco dal Bacillari di Serra S. Bruno, il quale realizzò anche il trono sull’altare ove era posto il quadro della Vergine. La piazza venne ampliata e abbellita con alberi di acacia. Le gradinate esistenti sostituite con l’attuale in granito.
La chiesa del Rosario continua, negli anni, ad essere oggetto di beneficenza dei cittadini bagnaresi. Francesco Foti, nel 1883, donerà una statua in carta pesta rappresentante il Cristo Morto mentre del 1890 sono le corone d’oro che adornarono la testa della Madonna e del Bambino Gesù, offerte da Rosaria Parisio.
In occasione della costruzione della via ferrata la chiesa del Rosario, danneggiata dallo scoppio di due mine, dovette essere chiusa al culto. La linea ferroviaria passava, infatti, proprio sotto la gradinata. L’arciconfraternita si spostò nella Chiesa delle Anime del Purgatorio, portandovi il quadro della Vergine. L’amministrazione delle ferrovie provvide al restauro della chiesa e diede disposizione per un dettagliato rilievo, conservato tutt’oggi nell’archivio.
Se la costruzione della ferrovia non portò gravi danni alla chiesa, non si può dire lo stesso per il nuovo sisma del 1894. Risultò distrutto l’oratorio dell’Addolorata mentre la chiesa dovette essere restaurata. Tra il 1895 e i primi anni del XX sec. le funzioni si svolsero nuovamente in una baracca-cappella, questa volta costruita sul Corso V. Emanuele II, dove si trova attualmente il Palazzo Comunale. Riaperta al culto la chiesa, si provvide all’ampliamento a settentrione della sacrestia e su di essa venne elevato un piano con una grande terrazza.
I confratelli emigrati in America continuavano a far sentire la loro presenza con donazioni e regali. Essi sostennero la realizzazione di arredi e paramenti, come il nuovo stendardo di lastra d’argento, ricamato in oro e seta, prodotto nel 1901 in Catona da Ignazio Gangemi o il nuovo pallio, realizzato a Roma dai fratelli Piattelli. In seguito al sisma del 1908 e alla grande alluvione del 27 settembre del 1911, ricordata come “ la lava ” per il gran numero di morti e rovine prodotte, la chiesa del Rosario e dell’Addolorata non crollarono ma necessaria fu la loro demolizione. Mentre la sala delle riunioni veniva sistemata con altare in legno per lo svolgimento provvisorio delle funzioni religiose, i lavori di realizzazione della nuova chiesa andavano a rilento a causa dei contrasti sorti tra gli esponenti dell’arciconfraternita circa le strutture del nuovo edificio.