La Chiesa del Carmine, Bagnara Calabra, La Chiesa del Carmine
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9. února 2012 ..:: Bagnara Calabra » Storia » Le Chiese » La Chiesa del Carmine ::.. Zaregistrovat se  Přihlásit se
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 La Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo Minimalizovat

La Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo fu eretta nel 1756 in contrada Carmine, corrispondente al nucleo di più antica urbanizzazione conosciuto col nome di Marturano .
Realizzata a spese della Confraternita omonima, con la partecipazione dell’Ecc.ma Casa Ruffo, si trovava immersa in un gran frutteto e un ruscello che lo attraversava. La chiesa era collegata, attraverso una stradina, ad una piazza, situata in corrispondenza del II arco del Ponte Caravilla . Al centro della piazza si trovava una fontana piramidale di marmo bianco, mentre intorno si trovavano botteghe di artigiani e di venditori di alimentari .
Nella chiesa operava la Congregazione di Maria SS. del Monte Carmelo.
Fondata nel 16 settembre del 1687 da Carlo Ruffo, III duca di Bagnara Calabra, su concessione dei P.P. Domenicani, si trattava di un ente assistenziale e caritatevole, gestito dai Carmelitani e unito alla corporazione dei boscaioli o "mannesi " , come a suo tempo era stato per la Confraternita del Rosario con i pescatori e per quella della Madonna della Montagna con gli agricoltori .Chiesa del Carmine. Interno
Prima dell’edificazione della chiesa la congregazione si riuniva nell’Abbazia di S. Maria delle Grazie e dei XII Apostoli, dove si presume la costruzione della prima cripta per l’adorazione della Vergine del Monte Carmelo . Con la concessione per la fondazione della Congregazione, i P.P. Domenicani concessero un settore dei sotterranei dell’Abbazia da adibire a luogo sepolcrale e l’antica cripta. In cambio, i carmelitani s’impegnarono per la realizzazione di una statua ad immagine della Vergine da destinare al culto, sostituita nel 1856 dall’attuale .
Il primo oggetto di culto della confraternita, rigorosamente riservata agli uomini, fu il quadro di stile bizantino, databile intorno al 1300, raffigurante la Madonna col bambino, tutt’oggi custodito in chiesa e recentemente restaurato .
Quasi nulla, invece, si sa sulla conformazione di questa chiesa risalente al 1756. Come il resto della città, è stata distrutta dal terremoto del 1783. Progettata la ricostruzione nella zona settentrionale della marina, l’edificio fu realizzato in un luogo non lontano dalla sua originaria ubicazione .
Dopo il grande sisma, la congrega fece costruire, sulle rovine della precedente costruzione, una baracca-cappella che rimase in funzione sino al 1880, anno in cui fu terminata la nuova chiesa, coincidente a quella attuale . Intanto, nell’ottobre del 1776 la congregazione fu elevata a confraternita con l’assenso del Re di Napoli Francesco IV (Statuto dell’Arciconfraternita).
La facciata della chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo, realizzata in pietra di Siracusa, si qualifica per la chiara impostazione neoclassica esemplata dalle quattro colonne con capitelli di ispirazione ionica. Evidenti reminiscenze barocche connotano la morfologia degli elementi decorativi, molto frequenti al sud, di gusto ancora seicentesco. La facciata, così come la descrive Rosanna Malaspina, può essere vista come il risultato di una sintesi formale che ben si inserisce nell’ambito dell’architettura calabrese degli anni a cavallo tra i due secoli, caratterizzata dalla persistenza di forme tardo-barocche, spesso in sovrapposizione o combinazione col nuovo linguaggio.
A sinistra della facciata si trova la torre campanaria, la cui riedificazione è stata ultimata nel 1917. L’interno dell’edificio è scandito, lungo le pareti longitudinali, da colonne in stile ionico di gesso dipinto. L’altare maggiore è rifatto in termini neoclassici nel 1828 da Don Antonio Amato, sul disegno fornito dal confratello della congrega Don Antonio Barbara . Spesso presente all’interno della chiesa è lo stemma dell’Arciconfraternita, che consiste nella croce centrale a otto punte rosse con, su sfondo bianco, quattro piccole croci di possibile origine bizantina .
Nel 1856 fu celebrata una grande solennità per la benedizione di una nuova statua, di tipo spagnolo, realizzata a Napoli, raffigurante la Beata Vergine del Monte Carmelo. I festeggiamenti, che si protrassero dal 16 al 20 luglio, videro la partecipazione di circa 3000 persone forestiere e due gruppi bandistici mentre la confraternita si esprimeva con delle offerte a favore dei poveri e dei carcerati . Insieme alla chiesa di S. Maria di Porto Salvo resistette al terremoto del 1908. Nel 1923 la confraternita è stata elevata a rango di Arciconfraternita .
La chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo rientra tra gli edifici più antichi di Bagnara Calabra. L’Arciconfraternita, fondata nel 1687, è tra le più antiche forme di organizzazione cristiana ancora esistente nella provincia di Reggio Calabria.
Nonostante i cambiamenti sociali e culturali, continua ad essere un importante punto di riferimento per i cristiani del territorio bagnarese.


  
 Il Museo "A. Versace" Minimalizovat

Il Museo "Angelo Versace"realizzato dall’Arciconfraternita di Maria SS. del Monte Carmelo di Bagnara Calabra con la direzione Commissione d’Arte Sacra della Conferenza Episcopale Calabra, con la Soprintendenza Archivistica della Calabria e la consulenza dello storico dell’arte, grazie al contributo dell’Amministrazione Provinciale - Assessorato B.C. - di Reggio Calabria, nasce dalla volontà di far conoscere il patrimonio sacro e documentario dell’Arciconfraternita stessa.

Al contempo nasce la sezione Archeologica destinata ad arricchirsi nel tempo, motivata dall’interesse scientifico delle testimonianze che gli scavi, condotti negli anni 90 dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria nel territorio di Bagnara, hanno messo in luce.
La Confraternita di Maria SS. del Monte Carmelo di Bagnara Cal. ufficialmente fondata il 6 marzo del 1685, nasce come confraternita di devozione tuttora fiorente. Incentivata dalla famiglia feudale dei Ruffo, la confraternita raggiunse il massimo splendore nel XIX sec. assumendo un ruolo prestigioso nell'ambito cittadino. Il re Vittorio Emanuele III concesse il privilegio di innalzare le insegne reali nello stemma dell'Arciconfraternita per l'accoglienza riservata al Principe di Piemonte e alla sua consorte. Il ricco archivio ne attesta l’attività in tre secoli di storia.
La sezione d’arte sacra espone suppellettile ecclesiastica e paramenti liturgici da botteghe messinesi e napoletane attive tra il XVIII e il XIX secolo.
I reperti esposti nella sezione archeologicadocumentano l'uso di questo territorio in Età Eneolitica, nell'Età dei Metalli fino a quella bizantino - normanna e moderna. In età normanna, Bagnara divenne un importante feudo e Ruggero I vi fece edificare l’abbazia di S. Maria e dei XII Apostoli.

L’Archivio dell’Arciconfraternita Maria SS. di Monte Carmelo costituisce un importante patrimonio, reso ancor più interessante e significativo per la tipologia della documentazione conservata. Anche se più cospicua dell'Archivio è da ascriversi all'Ottocento, pochi ma significativi documenti testimoniano la vita dell'Arciconfraternita nel sec. XVIII; la documentazione secentesca invece è stata completamente dispersa. Il documento più antico è un breve pergamenaceo di Papa Benedetto XIII relativo alla concessione di indulgenza e testimonia l'importanza che la confraternita aveva già acquisito a meno di un secolo dalla sua fondazione. Attraverso le carte riaffiora la vita dei confratelli e della città, il culto e la devozione, la pietà, e la carità, il desiderio di rendere sempre più "adorna" la Chiesa del Carmine. L'itinerario espositivo abbraccia questi aspetti tematici integrandosi con altre fonti.


  
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