Il prestigioso e rinomato torrone
bagnarese risale a oltre due secoli fa. Per la prelibatezza del suo gusto e la genuinità dei prodotti utilizzati, nel 1892 il Re Umberto I concesse alla famiglia Cardone la facoltà di innalzare lo stemma Reale sull’insegna della sua fabbrica di torrone. Il segreto del successo del torrone bagnarese sta nelle tecniche di lavorazione ancora artigianale, segreto che viene tramandato da padre in figlio e che contribuisce alla diffusione di tale prodotto sia in Italia che all’estero. Il torroncino alla “martiniana” è considerato il più antico. Un delizioso impasto di miele e mandorle tostate, ricoperte di zucchero aromatizzato con cannella ed arancio, ha dato inizio alla produzione di altri innumerevoli torroncini[1]. Oggi la fantasia dei pasticceri locali ha incrementato la produzione di torroni dal gusto e dalle forme differenti, ma dalla medesima genuinità degli ingredienti usati. Negli ultimi anni si sta facendo strada l’idea di realizzare laboratori sempre più all’avanguardia per soddisfare la crescente domanda del prodotto.
[1] A. Giunta, Antichi Mestieri, cit. , pp.32-33