I cestai, “coffari”, sono considerati l’esempio più rilevante per ripercorrere e ricostruire la storia dell’industria bagnarese. Le origini di tale lavoro sono riconducibili alla seconda metà dell’800. Alle famiglie dei coffari venivano consegnate strisce di legname legate a mazzi, provenienti dalle fabbriche locali di legname.
Tale lavoro aveva inizio già nelle prime ore del giorno e proseguiva fino a tarda serata. Era un’occupazione che impegnava tutta la famiglia. Non vi erano scuole o maestri che la insegnavano; l’arte dei coffari era appresa dall’esperienza quotidiana.
Ogni persona realizzava in media circa 20 ceste al giorno con un guadagno mensile di 15 mila lire. Il lavoro consisteva in una sorta di catena di montaggio dove vi era chi intrecciava il fondo della cesta, chi le pareti, chi i coperchi e chi assemblava il tutto. Le ceste venivano successivamente vendute e utilizzate per la spedizione di patate e cipolle in Germania o in Inghilterra, per conservare agrumi e verdure, per il trasporto dei pesci,..
L’ultimo decennio ha visto scomparire definitivamente il lavoro manuale dei cestai, attività che per anni ha certamente contribuito allo sviluppo economico di Bagnara.
[1] A. Giunta, Antichi Mestieri, cit. , p. 26