
L’industria più importante e antica scomparsa da Bagnara è quella dei boscaioli, i “Circari”. Un piccolo esercito di uomini boscaioli hanno segnato per lungo tempo la storia dell’economia bagnarese. Il loro lavoro consisteva nel tagliare i tronchi di castagno che venivano poi utilizzati in diverso modo. Vi erano delle vere e proprie squadre di lavoro dove ognuno svolgeva un compito preciso: chi tagliava i tronchi, chi li scortecciava, chi li puliva e chi, infine, tagliava i rametti per poi utilizzarli nei forni. Era un lavoro molto duro e faticoso, ma al bagnaroto, con il suo spirito di gran lavoratore, sembrava non importare. Con il freddo e con il caldo, gruppi di boscaioli partivano in piena notte, verso le due tre del mattino, per raggiungere i boschi. Attraversavano il percorso a piedi, pesanti degli attrezzi di lavoro. Spesso mancavano da casa anche per una settimana intera. I più fortunati, invece, facevano ritorno in tarda serata. Il loro lavoro permetteva ai cestai, ai contadini e ai vignaioli di procedere con il proprio mestiere. Erano infatti i “circari” a fornire il materiale che serviva loro per sostenere le viti o per costruire le ceste. Il lavoro dei boscaioli era uno dei punti fermi su cui ruotavano le altre attività. Anch’esso iniziò ad affondare dopo gli anni ’70, fino a sparire per sempre nei giorni nostri. Con la decadenza dell’industria del legno sempre più persone si dedicano alla realizzazione delle ceste, industria rimasta marginale sino ad allora. L’avvento delle nuove tecnologie e del progresso sfrenato hanno contribuito all’annientamento di questi lavori manuali. I circari, così come i coffari, oggi sono solamente dei soprannomi dati a persone appartenenti a famiglie che hanno vissuto facendo questi mestieri. La manovalanza si è fatta da parte, lasciando l’economia del paese a piccole industrie che oggi contribuiscono alla crescita e allo sviluppo del territorio.